Il Consiglio Direttivo

 

Consiglio Direttivo:

 

   Renato Graffigna: Presidente

   Michela Cartasegna: Vice Presidente

   Franco De Luca: Tesoriere

   Martin Loza: Consigliere

   Vincenzo Renda: Consigliere


Il Consultorio

L'Associazione Centro Promozione Famiglia regge il Consultorio Promozione Famiglia, in cui operano diversi professionisti: counselor, medici, psicologi, pedagogisti, avvocati, consulente morale, insegnante di massaggio infantile, insegnante del motodo Billings e volontari che prestano la loro opera nei diversi settori operativi.

 

Direttore: Silvia Minasi Zanoni


I nostri professionisti

Psicologi

Pedagogisti

Psicoterapeuti

Counselor

Educatori

Ostetriche

Insegnanti dei metodi naturali di regolazione della fertilità

Psicomotricisti

Neuropsicomotricisti



Lo Statuto

ART. 1 – DENOMINAZIONE E SEDE

  1. L’Associazione di Volontariato senza scopo di lucro, fondato con atto del Notaio A.Suetta Rep.30.124 Rac.2.011 il 15/6/1983  denominata “Centro Promozione Famiglia” (C.P.F) è conforme alla Legge 266/91 e alla Legge 42/2012 e persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile e culturale a partire da una visione cristiana ; 
  2. L’Associazione ha sede legale in Sanremo. Per motivate esigenze, il Consiglio Direttivo può trasferire la sede nell’ambito dello stesso Comune, nonché istituire sedi e sezioni distaccate anche in altri Comuni della Diocesi di Ventimiglia Sanremo, senza necessità di una deliberazione dell’Assemblea.

 ART. 2 – PRINCIPI 

  1. L’organizzazione è apolitica e apartitica e si attiene esclusivamente a una struttura democratica, all’elettività e alla gratuità delle cariche associative, alla gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti,  (salvo rimborso delle spese anticipate dall’aderente in nome e per conto dell’associazione) i quali svolgono la propria attività in modo personale e spontaneo.
  2. Ai sensi della suddetta democraticità della struttura, gli organi sociali sono eletti esclusivamente e liberamente dall’Assemblea ordinaria degli aderenti.
  3. Le cariche all’interno del suddetto organo sociale (Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere) sono attribuite dall' organo stesso.
  4. La durata dell’organizzazione è illimitata.

ART. 3 – SCOPI E FINALITA’

  1. L’Associazione non ha fini di lucro, si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali volontarie e gratuite dei propri aderenti.
  2. L’Associazione può comunque avvalersi di prestazioni professionali di lavoratori autonomi o dipendenti soltanto nei limiti strettamente necessari per garantire il suo regolare funzionamento, nonché la qualificazione e la specializzazione dei rispettivi interventi; ugualmente nello svolgimento di attività assegnate da altro ente, sia a progetto sia in convenzione.
  3. L’organizzazione persegue fini di solidarietà sociale verso terzi, in particolare identifica la sua finalità in una attenzione specifica alla famiglia, sede privilegiata per la formazione della persona e per il suo inserimento nella società, a partire da una visione cristiana della vita, dell'uomo e della famiglia , quale risulta dal Magistero della Chiesa. Per realizzare tale fine, l' Organizzazione sviluppa attività di sostegno, affiancamento e promozione della famiglia e, in particolare, promuove, per il territorio della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, l'attività di un Consultorio familiare che possiede una sua autonomia operativa, secondo lo specifico che caratterizza tale struttura. Può prevedere inoltre programmi di formazione per i propri volontari ed operatori.. 
  4. In stretto legame con il Pastore della Diocesi di Ventimiglia Sanremo e in collaborazione organica con programmi e direttive pastorali della Chiesa locale, l' Organizzazione, tramite il Consultorio familiare, di sua emanazione, offre a titolo esemplificativo e non esaustivo: 
    1. servizi di consulenza, accoglienza, ascolto, relazione di aiuto e prevenzione in ordine all'educazione affettiva e sessuale dei giovani, per la formazione cosciente delle nuove famiglie; 
    2. assistenza psicologica, sociale e medica per la preparazione alla procreazione responsabile; 
    3. soluzione dei problemi della persona, della coppia, della famiglia, anche in ordine all'educazione dei figli e alla problematica minorile;
    4. tutela della salute della donna e del nascituro, e la promozione e la difesa della vita umana a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale;
    5. sostegno alle famiglie con particolari impegni di cura;

Cura inoltre: 

  1. attività di studio sulle tematiche su esposte 
  2. iniziative specifiche, avvalendosi dei suoi soci volontari e dell' apporto tecnico scientifico del Consultorio familiare, attraverso la collaborazione con la comunità ecclesiale, per la formazione degli operatori di pastorale familiare e giovanile; 
  3. commissioni che studino singole questioni inerenti le problematiche giovanili, prematrimoniali, matrimoniali  e familiari; 
  4. la rilevazione di dati statistici, inchieste ed indagini atte a meglio conoscere tali problematiche; 
  5. corsi di educazione all'affettività e alla sessualità per adolescenti, per giovani e di preparazione alla vita coniugale e familiare; 
  6. conferenze su argomenti attinenti alla famiglia 

e  ogni altra attività preordinata al conseguimento del fine dell'Organizzazione. Nello svolgimento della sua attività l' Organizzazione collaborerà con Enti pubblici e privati, con l'Ufficio diocesano per la pastorale familiare, con altre Organizzazioni di che operino per il servizio alla coppia e alla famiglia e per la tutela e la promozione della vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale.

ART. 4 – I SOCI

  1. Possono aderire all’organizzazione, oltre ai fondatori (persone e Enti), tutti i cittadini che dichiarino di accettare lo statuto e le sue finalità e che si impegnino a operare per il loro conseguimento.
  2. Gli aderenti, che in seguito saranno indicati con “SOCI”, hanno tutti parità di diritti e doveri e tanto ai soci donne quanto agli uomini sono garantite pari opportunità.
  3. Il numero degli aderenti è illimitato.

ART 5 – CRITERI DI AMMISSIONE E DI ESCLUSIONE DEGLI ADERENTI

  1. La richiesta di adesione va presentata al Presidente dell’organizzazione. Nella domanda di ammissione l’aspirante aderente dichiara di accettare senza riserve lo Statuto dell’Associazioni. L’ammissione decorre dalla data di deliberazione del Consiglio Direttivo, che deve prendere in esame le domande di nuovi aderenti nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione e sottoporle alla ratifica dell’Assemblea Generale dei Soci. Nessun motivo legato a distinzioni di razza, sesso, religione, possesso della cittadinanza italiana o straniera può essere posto a base del rifiuto di richiesta di adesione all’Associazione. I Soci hanno diritto di frequentare i locali dell’associazione di partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni promosse dalla stessa, a riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti l’associazione, eleggere ed essere eletti membri degli organi dirigenti.
  2. Hanno diritto di voto in assemblea i soci maggiorenni che abbiano rinnovato l’iscrizione con il versamento della quota associativa dell’anno in corso . 
  3. Lo status di socio, una volta acquisito, ha carattere permanente e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo punto. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o  a termine.
  4. I Soci cessano di appartenere all’organizzazione, senza oneri per gli stessi per i seguenti motivi:
    1. decesso
    2. recesso mediante comunicazione scritta da inviare al Presidente
    3. mancato versamento della quota associativa per un anno
    4. comportamento contrastante con gli scopi statutari, inosservanza delle disposizioni dello statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali: per danni morali, materiali arrecati all’associazione e comunque in ogni altro caso in cui il socio svolga attività in dimostrato contrasto con gli interessi e gli obiettivi dell’Associazione.
  5. L’espulsione viene deliberata dal Consiglio Direttivo per giusta causa nel rispetto del principio del contradditorio: contro ogni provvedimento è ammesso ricorso al Presidente entro trenta giorni, sul quale decide in via definitiva la prima Assemblea dei Soci.
  6. I soci receduti e/o esclusi non possono richiedere la restituzione dei contributi versati né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

ART. 6 – DIRITTI E DOVERI DEGLI ADERENTI

  1. I Soci hanno pari diritti, doveri e dignità e sono garantiti i diritti inviolabili della persona all’interno della vita dell’Associazione
  2. I Soci possono essere chiamati a contribuire volontariamente alle spese dell’Organizzazione. 
  3. La quota associativa a carico dei Soci è deliberata dall’Assemblea. E’ annuale, non rimborsabile in caso di recesso o perdita della qualità di aderente, è intrasmissibile e non è rivalutabile.
  4. I Soci hanno diritto:
    1. di partecipare all’Assemblea (se in regola con il pagamento della quota associativa) e di votare (se maggiorenni) direttamente o per delega
    2. di conoscere i programmi con i quali l’organizzazione intende attuare gli scopi sociali
    3. di partecipare alle attività promosse dall’Associazione
    4. di usufruire di tutti i servizi dell’Associazione
    5. di dare le dimissioni in qualsiasi momento
  5. I Soci sono obbligati
    1. ad osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali
    2. a pagare la quota associativa
    3. a svolgere le attività precedentemente concordate
    4. a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’Organizzazione
  6. Le prestazioni fornite dagli aderenti sono effettuate in modo personale, spontaneo a titolo gratuito e non possono essere retribuite neppure indirettamente dal beneficiario. Agli aderenti possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti preventivamente stabiliti dal Consiglio direttivo e approvati dall’Assemblea.
  7. Le attività dei Soci sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’Associazione.

ART. 7 – GLI ORGANI

  1. Sono organi dell’Associazione:
    1. l’Assemblea generale dei Soci
    2. il Consiglio Direttivo
    3. il Presidente
    4. il Collegio dei Revisori se deliberato dall’Assemblea
  2. Tutte le cariche associative sono gratuite, elettive, hanno durata di tre anni e possono essere rinnovate. 
  3. Le sostituzioni e le cooptazioni effettuate nel corso del triennio decadono allo scadere del triennio medesimo.

ART. 8 – L’ASSEMBLEA

  1. L’Assemblea è costituita da tutti i soci
  2. L’Assemblea è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno in via ordinaria, durante il primo trimestre, con preavviso di dieci giorni e con ordine del giorno stabilito dal Consiglio Direttivo ed in via straordinaria ogni qualvolta si renda necessario
  3. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno 3 componenti del Consiglio direttivo o di un decimo dei soci: in tal caso l’avviso di convocazione deve essere reso noto entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.
  4. Essa è preseduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, dal Vice Presidente, salva diversa designazione della Assemblea. 
  5. La convocazione avviene tramite avviso scritto, anche e-mail contenente la data e l’ora di prima convocazione e di seconda convocazione nonché l’ordine del giorno, da inviare ad ogni iscritto almeno sette giorni prima.
  6. L’Assemblea ordinaria è convocata per l’approvazione:
  • del programma e del bilancio di previsione per l’anno successivo;
  • della relazione di attività e del rendiconto consuntivo dell’anno precedente.
  1. L’Assemblea straordinaria è convocata per la discussione delle questioni sollevate dai richiedenti.
  2. L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la partecipazione di almeno la metà più uno degli aventi diritto al voto, presenti in proprio o per delega; in seconda convocazione con la presenza di qualunque sia il numero degli aventi diritto al voto, presenti in proprio o per delega. La seconda convocazione può aver luogo nello stesso giorno della prima.
  3. Ciascun avente diritto al voto può essere portatore di un massimo di due deleghe scritte
  4. Le deliberazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti fatta eccezione per le richieste di modificazione dello statuto per le quali è richiesta la presenza di tre quarti dei soci ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti e per le richieste di scioglimento dell’Associazione come previsto dall’art.22.
  5. In occasione del rinnovo degli incarichi elettivi risultano eletti i candidati che ottengono il maggior numero dei voti.
  6. Sono di competenza dell’Assemblea:
    1. l’elezione i componenti del Consiglio Direttivo
    2. la nomina eventuale del Collegio dei Revisori
    3. l’approvazione della relazione del Presidente sull’attività sociale svolta
    4. l’esame e l’approvazione dei rendiconti e bilanci, preventivo e consuntivo
    5. le delibere in merito alle richieste di modifica dello Statuto
    6. l’indicazione delle direttive per le attività dell’Associazione
    7. decidere l’ammontare della quota associativa o di altri contributi a carico dei soci
    8. lo scioglimento dell’Associazione
    9. ratificare i regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo
    10. decidere in via definitiva l’espulsione di una associato
    11. nominare un liquidatore o deliberare in merito alla devoluzione dei beni in caso di scioglimento, cessazione, estinzione dell’organizzazione
  7. Le deliberazioni dell’Assemblea sono conservate a cura del Presidente dell’Associazione o del Segretario  e rimangono depositate nella sede dell’Associazione a disposizione dei Soci per la libera consultazione.

ART. 9 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO

  1. Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei Soci ed è composto da un minimo di 5 ad un massimo di 11 componenti. Resta in carica tre anni ed i suoi componenti possono essere rieletti. Essi decadono qualora siano assenti ingiustificati per 3 volte consecutive.
  2. Il Consiglio direttivo, nella sua prima riunione, elegge tra i suoi componenti il Presidente, uno o più Vicepresidenti, il Segretario ed il Tesoriere.
  3. Il Consiglio Direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente, di norma almeno una volta ogni due mesi, o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro 15 giorni dalla richiesta. Alle riunioni possono essere invitati esperti con voto consultivo
  4. Alle riunioni del Consiglio direttivo partecipa anche, con ruolo consultivo l' Assistente ecclesiastico, nominato dall' Ordinario Diocesano della Diocesi di Ventimiglia Sanremo, in qualità di promotore e garante dello stretto legame e della concordanza dell'attività dell'Organizzazione e del Consultorio familiare con le direttive pastorali del Vescovo e con i programmi della Chiesa locale. 
  5. Alle riunioni del Consiglio direttivo partecipa anche, con parere consultivo il Direttore del Consultorio
  6. I compiti del Consiglio Direttivo sono:
    1. fissare le norme per il funzionamento dell’organizzazione;
    2. sottoporre all’approvazione dell’Assemblea il bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo entro il mese di marzo dell’anno successivo;
    3. determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promuovendo e coordinando l’attività e autorizzando la spesa;
    4. eleggere il Presidente uno o più Vice Presidenti, il Segretario;
    5. nominare il Direttore del Consultorio
    6. accogliere o respingere le domande degli aspiranti soci;
    7. deliberare in merito al venir meno della qualifica di socio;
    8. ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio adottati dal Presidente per motivi di necessità e di urgenza;
    9. redigere regolamenti da sottoporre alla ratifica dell’Assemblea; attuare le direttive fissate dall’Assemblea dei Soci
    10. assumere o stipulare contratti di collaborazione con il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dai soci aderenti e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità di bilancio.
    11. accettare donazioni di ogni natura
  7. Il Consiglio Direttivo può delegare al Presidente il compimento di tutti gli atti di ordinaria amministrazione riguardanti la normale gestione dell’organizzazione, riservandosi la deliberazione degli atti di straordinaria amministrazione.
  8. Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di assenza dal Vice Presidente.
  9. Per la validità della costituzione del Consiglio è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei membri, mentre per la validità delle deliberazioni è richiesto il voto favorevole della maggioranza dei presenti: in caso di parità prevale il voto del Presidente.
  10. Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono conservate e cura del Presidente dell’Associazione o del Segretario, e rimangono depositate nella sede dell’Associazione a disposizione degli aderenti per la libera consultazione.

ART. 10 – IL PRESIDENTE

  1. Il Presidente è eletto dal Consiglio direttivo tra i suoi componenti, a maggioranza dei voti.
  2. Il Presidente:
  • ha la firma e la rappresentanza sociale e legale dell’organizzazione nei confronti di terzi ed in giudizio;
  • è autorizzato a eseguire incassi percepiti a qualsiasi titolo da  parte di Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da privati, rilasciandone quietanze liberatorie;
  • ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’organizzazione davanti a qualsiasi Autorità giudiziaria e amministrativa.
  • può adottare, per motivi di necessità ed urgenza, provvedimenti di competenza del Consiglio direttivo che sottoporrà all’approvazione di quest' ultimo alla prima occasione d' incontro
  • redige la relazione annuale sull’attività svolta da presentare all’Assemblea
  • cura la pubblicazione nei modi e nelle forme opportune, dell'attività associativa

ART. 11 – INTEGRAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO E SOSTITUZIONE DEL PRESIDENTE

  1. In caso di cessazione della carica o dimissioni di uno dei suoi componenti il Consiglio Direttivo provvede alla relativa sostituzione facendo ricorso al primo dei candidati alla carica di Consigliere risultato non eletto; ove non fosse possibile fare ricorso a tale modalità il Consiglio provvederà alla sostituzione con una nuova elezione da parte dell’Assemblea dei soci aderenti che sarà convocata entro 3 mesi.
  2. In caso di cessazione della carica o dimissioni del Presidente questi viene sostituito dal Vice Presidente (più anziano nel caso di più Vicepresidenti) sino alla convocazione del primo Consiglio Direttivo che provvederà alla nomina del nuovo Presidente.
  3. In mancanza di Vice Presidente il Presidente uscente o dimissionario è sostituito dal Consigliere più anziano.

ART. 12 – IL DIRETTORE

  1. Il Consiglio direttivo può nominare un Direttore del Consultorio, deliberandone i relativi poteri. 
  2. Il Direttore è responsabile e garante dell'attività del Consultorio e della coerenza con i valori e finalità dell’Associazione che lo promuove. 
  3. Egli partecipa alle riunioni del Consiglio Direttivo - il quale può riunirsi anche in sua assenza -., con parere consultivo e senza diritto di voto, per valutare la situazione ed i bisogni emergenti, proporre iniziative opportune, concordare il calendario delle attività e riferire circa il loro svolgimento. 
  4. Presiede coordina e verifica il lavoro dei Consulenti e degli Esperti, è il responsabile operativo dell’attività consultoriale nell' articolazione dei suoi vari settori.

ART. 13 - IL SEGRETARIO

  1. Il Consiglio direttivo elegge, tra i suoi membri, un Segretario che svolga compiti di natura amministrativa e organizzativa. 
  2. Il Segretario è responsabile della custodia e conservazione dei verbali e dei libri dell’organizzazione  di cui al presente statuto.

ART. 14 – IL TESORIERE

  1. Il Consiglio direttivo elegge, tra i suoi membri, un Tesoriere con delega all’emissione di mandati di pagamento per conto dell’organizzazione e con autorizzazione a ricevere pagamenti e fondi destinati alla stessa.
  2. Il Tesoriere è responsabile della custodia e conservazione dei bilanci e della documentazione contabile dell’associazione di cui al presente statuto.

ART. 15 – COLLEGIO DEI REVISORI

  1. Il Collegio dei Revisori può essere nominato, a discrezione dell’Assemblea ed è composto da tre membri ed un supplente, dura in carica tre anni ed i suoi componenti che possono essere anche scelti tra i non aderenti e sono rieleggibili.
  2. La carica di Revisore è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo.
  3. Il collegio svolge le seguenti funzioni
  • verifica periodica della cassa, dei documenti e delle registrazioni contabili con conseguente redazione del verbale
  • verifica dei rendiconti consuntivo e preventivo annuali prima della loro presentazione all’Assemblea
  • redazione della relazione annuale al rendiconto consuntivo e sua presentazione all’Assemblea

ART. 16 – PATRIMONIO E RISORSE ECONOMICHE

  1. Il patrimonio dell’Associazione è costituito da tutti beni mobili e immobili funzionali all'attività.
  2. L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:
  • quote associative e contributi degli aderenti; 
  • contributi delle parrocchie; 
  • contributi da privati; 
  • contributi dello Stato, di Enti e Istituzioni pubbliche; 
  • contributi di organismi internazionali; 
  • donazioni e lasciti testamentari; 
  • rimborsi derivanti da convenzioni; 
  • entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
  • rendite di beni mobili e immobili pervenuti all’organizzazione a qualunque titolo.
  1. I fondi sono depositati presso l’istituto di credito e/o banco postale stabilito dal Consiglio direttivo.
  2. Ogni operazione finanziaria è disposta con firme del Presidente e/o del Tesoriere (o altro componente del Consiglio direttivo, secondo la deliberazione specifica).
  3. E’ fatto obbligo agli organi sociali di provvedere e vigilare sulla conservazione e mantenimento del patrimonio.
  4. In caso di riconoscimento giuridico dell’Associazione, essi verranno intestati all’ente e nulla sarà dovuto né agli intestatari fiduciari né ai loro eredi per tale fiduciaria intestazione.

ART.17 - ATTIVITÀ COMMERCIALI MARGINALI

  1. L’Associazione può, esclusivamente per scopo di autofinanziamento e senza fine di lucro, esercitare le attività commerciali marginali di cui al decreto ministeriale 25 maggio 1995.

ART. 18 - SERVIZI DI CASSA

  1. Il servizio di cassa è affidato, dal Consiglio Direttivo a idoneo istituto bancario e/o servizio di banco posta, coerente con le finalità ed i principi dell’Associazione, alle condizioni più economicamente vantaggiose.

ART. 19 - DIPENDENTI

  1. L’Associazione può assumere dipendenti esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da essi svolta.
  2. I rapporti tra l’Associazione e i dipendenti sono disciplinati dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro dei dipendenti di istituzioni e servizi socio- assistenziali.

ART. 20 - COLLABORATORI DI LAVORO AUTONOMO

  1. L’Associazione, per sopperire a specifiche esigenze, può giovarsi dell’opera di professionisti e di collaboratori di lavoro autonomo.
  2. I rapporti tra l’Associazione ed i collaboratori di lavoro autonomo sono disciplinati dalla legge.

ART. 21 - ASSICURAZIONI

  1. Gli aderenti all’Associazione che svolgono attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio e per la responsabilità civile verso terzi.

ART. 22 – BILANCIO

  1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del Consiglio Direttivo, i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea che li approva a norma di legge. 
  2. Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti e le spese sostenute per capitoli e voci analitiche. 
  3. Il bilancio è composto dal rendiconto economico e dalla situazione patrimoniale ed è costruito sulla base dei principi di trasparenza ed efficacia. Il rendiconto economico contiene le singole voci di spesa e di entrata relative al periodo di un anno
  4. Il bilancio coincide con l’anno solare
  5. il bilancio preventivo è lo strumento di programmazione economica e sociale dell’associazione
  6. Il bilancio consuntivo e preventivo vengono approvati entro il 31 marzo di ogni anno

ART. 23– SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

  1. Lo scioglimento, la cessazione ovvero l’estinzione e quindi la liquidazione dell’Associazione è proposta dal Consiglio direttivo e approvata, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci, dall’Assemblea convocata con specifico ordine del giorno. 
  2. I beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione, sono devoluti,  salva diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti o associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, aventi caratteristiche e finalità similari, secondo le indicazioni dell’Assemblea, che nomina uno o più liquidatori da scegliersi preferibilmente tra i soci o, in mancanza, secondo le disposizioni del codice civile.

ART. 24 - MODIFICHE DELLO STATUTO

  1. Le proposte di modifica allo statuto sono presentate all’Assemblea dal Consiglio direttivo o da almeno un decimo degli aderenti.
  2. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea con la presenza di almeno la metà più uno dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

ART. 25 – NORME DI FUNZIONAMENTO

  1. Le norme di funzionamento eventualmente predisposte dal Consiglio Direttivo e approvate dall’Assemblea sono consegnate agli aderenti congiuntamente ad una copia del presente Statuto.

ART. 26 – NORME DI RINVIO

  1. Per quanto non previsto dal presente Statuto i regolamenti interni, dalle disposizioni e dagli altri atti emessi dagli organi competenti, si da riferimento alle vigenti disposizioni in materia di associazione, con particolare riferimento alla legge n. 266 del 11 agosto 1991.